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"Creiamo una lobby buona per i prodotti agroalimentari”

da www.parconazionale5terre.it

A lanciare l’idea Franco Bonanini, presidente del Parco Cinque Terre e Fausto Giovanelli, presidente del Parco dell’Appennino Tosco-Emiliano, intervenuti al meeting Prodotti tipici: ambasciatori nel mondo, tenutosi martedì 24 agosto alla Festa nazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione a Reggio Emilia.
La singolare alleanza tra i due parchi, affonda le sue radici nel saldo terreno delle produzioni agroalimentari targate Made in Italy.

Da un lato quelle del territorio delle Cinque Terre  dove – ha detto Bonanini –  «Non si è puntato certo su di un turismo mordi e fuggi. Anzi, da quando, dieci anni fa è nato il Parco, la nostra strategia è stata quella di coniugare conservazione e sviluppo, tipicità e paesaggio, per indirizzare e non subire il turismo e, soprattutto, per far si che il nostro territorio non venisse divorato e svuotato da un processo bulimico.»

«Dall’altro l’Appennino al confine tra Emilia e Toscana “dove – ha spiegato Giovanelli – uno studio condotto da Inea, Federparchi e Legambiente per conto del Ministero dell’Ambiente (“L’agricoltura nella rete ecologica nazionale, il repertorio dei prodotti tipici”) riconosce le province del nostro Parco al primo posto in Italia per la produzione di prodotti Dop, Igp e agroalimentari tradizionali (64), prima ancora del Parco dello Stelvio (56), del Cilento (54), e delle Foreste Casentinesi (42).»

Binomio prodotti e turismo
«Tra prodotti e turismo più che di una binomio si tratta di un legame indissolubile. - Ha sottolineato Bonanini - Il turista che viene da noi cerca sapori e saperi tipici e questi ultimi sono il motore per la ripresa del settore agricolo e dunque elemento di conservazione del paesaggio delle Cinque Terre. E' nostro dovere fidelizzare il visitatore con una proposta di garantita qualità, che sia al contempo onesta e senza sorprese. Inoltre il turista che frequenta la nostra costa ha, in un areale vicino, il naturale sfogo nell’Appennino, con altrettante proposte gastronomiche e ambientali, così come abbiamo evidenziato nel progetto di area vasta “Parchi di Mare e d’Appennino” siglato nel 2007, insieme a Legambiente e a 8 aree protette site tra Emilia, Liguria e Toscana.»

«E in fatto di turismo – gli ha fatto eco Giovanelli – dalle Cinque Terre c’è da imparare. Però non ci è sfuggita la nostra tipicità: le terre del nostro Parco all’estero sono conosciute come i luoghi del Parmigiano Reggiano e del Prosciutto di Parma. E, allora, troviamo naturale creare una sinergia in questa cerniera tra Europa e Mediterraneo. Per questo presentiamo i prodotti del territorio nei mercatini stagionali a Riomaggiore: accanto al paesaggio, mettiamo la ricchezza dei prodotti. E per uscire dalla crisi – replica all’intervistatore dal palco  – occorre una nuova strategia imprenditoriale (dei privati) e nuove politiche di marketing (per il pubblico).»

«Non è casuale che si parli così tanto di tipicità ora che si è in crisi – ha aggiunto Bonanini -. La somma delle piccole produzioni dei territori, è capace di creare economia anche senza i massicci investimenti necessari all’industria. Un po’ come abbiamo fatto creando la rete degli affittacamere alle Cinque Terre, diversa dalle strutture alberghire, che consente da un lato di recuperare gli edifici già esistenti e dall'altro di mantenere “vivi” i borghi durante tutto l'arco dell'anno. Il futuro sta nel piccolo e l’agricoltura dimostra la sua efficacia, sia in termini di mantenimento del paesaggio che delle opportunità occupazionali. E’ chiaro che è ora di far cessare sofisticazioni e imitazioni con norme severe e, per questo, dare la giusta remunerazione agli agricoltori.»

Di qui l'esigenza di creare “una lobby buona a sostegno dei piccoli produttori, a capo di un’Italia buona, come una vera e propria agenzia per i prodotti di qualità”.

25 agosto 2010 


 

Pubblicato il 26/8/2010 alle 9.47 nella rubrica Ricevo & Pubblico.

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