Blog: http://italiopoli.ilcannocchiale.it

I maxi-impianti eolici e fotovoltaici devono essere pianificati nel rispetto del paesaggio

Appello del Comitato per la Bellezza

Il ricorso a fonti rinnovabili di energia e quindi la diffusione di impianti per energia pulita sono da noi pienamente condivisi. Su questo punto non deve esserci ombra di dubbio. Tuttavia è necessario dire che la diffusione dei parchi eolici è avvenuta e sta avvenendo senza alcuna pianificazione territoriale, ambientale, paesaggistica, investendo e manomettendo anche panorami particolarmente belli e intatti. Di recente il Tar della Toscana ha, dopo vari ricorsi, approvato l’installazione (già operativa peraltro) di un parco eolico a ridosso del Castello di Montepò in Comune di Scansano (Grosseto) e a poche centinaia di metri da vigneti di Morellino doc. Altre maxi-pale eoliche sono previste in Comuni fra l’Alta Maremma e l’Amiata come Roccalbegna, Cana, Semproniano, ecc. Altre ancora, di 150 m., vengono minacciate nel paesaggio delle Foreste Casentinesi, Parco Nazionale. Per non parlare di mega-impianti off-shore che si vorrebbero disseminare vicino a coste splendide come quella del Gargano.

Di recente, un referendum popolare ha bocciato con l’81 % di “no”, a Urbania, presso Urbino, un mega-parco eolico sui monti, intatti, della zona, ma gli installatori stanno tornando alla carica. Nel Sud i crinali dell’Appennino sono già stati invasi proponendo a Comuni poveri e indebitati incentivi che non hanno compensato in alcun modo la manomissione del paesaggio e dell’ecosistema, con la fuga degli uccelli, degli insetti “buoni”, ecc. oltre a quella dei turisti, ovviamente, infastiditi dal forte rumore e da presenze comunque disturbanti. Da qui le numerose istanze di moratoria proposte anche da associazioni ambientaliste come il Wwf.

Tutto è avvenuto sinora senza la definizione - d’intesa con le Soprintendenze regionali e di settore - di piani, quanto meno regionali, di “compatibilità”. Si è appena iniziato a discutere in Consiglio Superiore dei maxi-impianto off-shore. Un discorso che ora si pone con forza anche per i mega-impianti fotovoltaici, come ha denunciato di recente sulla stampa il creatore di Sloow Food, Carlo Petrini, ponendo in evidenza che con essi troppi terreni agricoli, a coltivo o a pascolo, vengono sottratti alla produzione e quindi anche alla tutela del paesaggio agrario. Un tema giustamente sollevato, con ripetuti allarmi, anche dalla Coldiretti.

In primo luogo ci sembra sbagliata la filosofia della concentrazione di maxi-impianti, sia eolici che fotovoltaici, tanto più in zone agro-silvo-pastorali. In secondo luogo ci sembra radicalmente sbagliato procedere alla loro installazione sotto la pressione di industrie produttrici o di loro intermediari, quindi in base a logiche privatistiche e speculative. Dove realizzare allora – si obietterà - i parchi eolici e gli impianti fotovoltaici? Entrambi possono venire installati nelle aree portuali, nei poli o nei nuclei industriali pianificati a suo tempo (quando ancora si pianificava, anche in Italia) o in zone ex industriali dismesse. Mentre il fotovoltaico può ben venire installato nelle aree urbane, al di fuori, ovviamente, dei centri storici, evitando così altro consumo di suolo agricolo.

In generale, il fenomeno va ricondotto a logiche di utilità pubblica e quindi diffuso laddove non ci siano vincoli paesaggistici e ambientali e comunque, ripetiamo, non nel rapporto diretto industrie-installatori-Comuni, bensì  all’interno di logiche di piano regionali. Diversamente, come sta avvenendo, gli impianti – quelli maggiori – per l’energia pulita si diffonderanno a danno di paesaggi, montani e marini, irrecuperabili, con evidenti danni culturali ed anche economici (per il turismo, culturale e naturalistico, per le produzioni agricole qualificate, ecc.).

Rivolgiamo pertanto un pressante, allarmato appello agli organismi tecnico-scientifici del Ministero per i Beni e le Attività culturali, alla Conferenza Stato-Regioni, ai presidenti e agli assessori regionali competenti, all’Associazione Nazionale Comuni d’Italia affinché l’installazione di impianti per l’energia pulita avvenga, di qui in avanti, in modo anch’esso “virtuoso”, cioè rispettoso dei fondamentali valori tutelati con forza dall’articolo 9 della Costituzione e ai quali tante volte si è richiamato, e ci ha richiamato, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. 

Il Comitato per la Bellezza
Vittorio Emiliani, Luigi Manconi, Desideria Pasolini dall’Onda, Salvatore Settis, Marisa Dalai, Vezio De Lucia, Paolo Berdini, Irene Berlingò, Gaia Pallottino, Bernardo Rossi Doria, Annarita Bartolomei, Fernando Ferrigno, Violante Pallavicino, Nino Criscenti, Arturo Osio, Bernardino Osio, Giuseppe Basile, Montse e Andrea Manzella, Paolo Sorcinelli, Antonio Pinelli, Edoardo Salzano, Nicola Spinosa, Sallie Marcucci, Oliviero Beha, Andreina De Tomassi, Paolo Baldeschi, Clelia Arduini, Georg Frisch, Milton Gendel, Gabriele Simongini, Giuseppe Marchetti Tricamo, Carlo Catalogna.

Pubblicato il 30/4/2010 alle 17.17 nella rubrica Segnali dalla società civile.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web