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Oreste Lionello intellettuale e gentiluomo, in memoriam

E' passata una settimana, Oreste Lionello è morto, ha avuto la Camera ardente in Campidoglio, le esequie nobili in Ara Coeli, la tumulazione al cimitero del Verano, area chiamata "Pincetto", piccolo Pincio o Pincio dei defunti. Gli sarebbe piaciuta, la definizione.
Ho almeno in parte metabolizzato il dolore per la scomparsa di un amico e l'incazzatura per come ha passato gli ultimi mesi della sua vita, nelle fauci della medicina commerciale. Anche a 81 anni la sua morte è prematura, come quasi tutte le morti, anche se nel suo caso la prematurazione si può intendere a ritroso, per tutto quello che avrebbe potuto fare e non ha fatto.
Era un intellettuale vero, fragile, leggiadro, greco moderno di nascista e antico di atteggiamento.Lo ricorderanno soprattutto per il Bagaglino e la sua inarrivabile arte di doppiatore, ed è poco, di fronte alla virtualità immensa che il suo corpicino conteneva. E' stato ed è una delle persone davvero più superficialmente profonde che abbia mai conosciuto, di una sottigliezza rara e di una cultura mai a prestito e sempre d'uso e di scambio insieme. Umanamente era gentile ed educato, cioè per i tempi non era o era già morto da un pezzo.
Eppure tra le pieghe del Bagaglino è riuscito a lasciare comunque un segno di vario, assai diversificato spessore. Quello che ha colpito me l'ho detto in un distico implicitamente a lui dedicato all'inizio del mio libro "Italiopoli", che qui riporto come miccia accesa per la memoria di lui.

"…E intanto al Bagaglino andava in scena la rappresentazione del basso impero: Prodi, Berlusconi, D’Alema, l’intiera classe dirigente politico-manageriale sventolata sul palcoscenico con i loro misfatti dal cabaret tradizionale, quasi non si parlasse di loro, quasi non si drammatizzassero comicamente notizie che però erano vere e volavano sui giornali come stracci.
In platea si rideva, ma ormai della cronaca e non solo della sua parodia. Ucci ucci… Non è sempre stato così, nella storia, prima che qualcuno scendesse in strada imbracciando i forconi?…"

Pubblicato il 25/2/2009 alle 16.59 nella rubrica Diario.

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