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Idem, un diamante per medaglia

MalelingueOlimpiche
l'Unità, 24 agosto 2008


Laude, grandissima laude a Iosefa Idem, alla sua stamina italo-tedesca, alla sua allegria e vitalità, alla sua gara, alla sua medaglia, a quello che ha detto con grande semplicità intervistata con un figlio in braccio, lei quasi quarantaquattrenne (la saprà la filastrocca dei 44 gatti in fila per due, per la figliolanza…?) che ha cominciato a vogare alla fine degli anni ’70, ha preso un bronzo a nemmeno vent’anni, Los Angeles 1984 con la divisa della Repubblica Federale, per continuare a vogare di gran lena tra ori e altri metalli. Ieri è toccato per un fiat all’argento, ma quello che ha detto dopo, e la sua testimonianza di persona di raro spessore, sono da oro o da diamante. Che cosa ha detto la sempreverde fanciulla remiera? Che dedica il suo argento al Dalai Lama, augurandosi che nelle sue prossime visite in Italia venga ricevuto non in privato, ma ufficialmente, dalle istituzioni.

E la prima delle nostre istituzioni, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano così vicino ai valori sportivi da telefonare per congratularsi, sicuramente farà suo il grido di dolore della Idem, di Russo, di Rossi, della Granbassi, della Vezzali, di tutti gli atleti e magari anche i tecnici, di tutte le associazioni, Amnesty in testa, che chiedono libertà e giustizia per il Tibet dal Dalai Lama rappresentato. Sono certo, ma che dico, certissimo che comincerà il Presidente a felicitarsi non solo per le medaglie ma per la politicissima e democraticissima “uscita” pubblica della Idem. Una Iosefa che per come è, per quello che fa, per quello che dice mi piacerebbe fosse il prossimo presidente del Coni, invece dei soliti Sugheri in attesa. Oppure addirittura che diventasse Ministro per l’Istruzione, dal momento che ha valori seri da comunicare… E poi, vista la predilezione di Silvio per le Ministre e la relativa facilità di nomina… Forza, Idem. Come sopra.

Pubblicato il 24/8/2008 alle 11.33 nella rubrica Malelingue.

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