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E se fosse stato tutto un equivoco?

Bastian contrario
Corriere della Sera di Firenze, 24 luglio 2008

Credete a me, è stato tutto se non uno scherzo almeno un equivoco. Adesso arriva sulle sponde del Sieve in sella a un bel cavallo bianco Diego Della Valle e risolve tutto. Un equivoco le richieste di Mutu, un equivoco l’incontro sulla via di Roma tra l’emissario romanista e il trio Corvino, Mutu e il suo procuratore (stessa vettura?), un equivoco il problema dei soldi da dare al divin giostraio, che naturalmente se si vuole si trovano.

A venti giorni dal preliminare di Champions League, che significa gloria, immagine e denaro, un colpo così farebbe stramazzare dal cavallo anche il Patron, uomo troppo sottile per farsi disarcionare dalle circostanze. Così arriverà e risolverà tutto, per il bene di tutti.

Questo non vuol dire che in una logica commerciale, con altra tempistica e altri comportamenti, non si possano vendere i giocatori, specie quelli più pregiati. E’ già successo con Toni, e c’è chi rimpiange il fatto d’averlo venduto assai peggio con un anno di ritardo ma anche chi invece d’averlo venduto e basta. Non solo: ma Mutu, come Kakà per il quale il Milan rifiuta cifre folli, o l’ultimo arrivato a Milanello, Ronaldinho, non sono insostituibili. Come nessuno. Per esempio anche il mio amato Prandelli non è insostituibile, alla lettera. Ma c’è modo e modo, tempo e tempo, stile e stile.

Si dice: ma è tutta colpa del romeno bugiardo e traditore, che batte cassa come il mercenario più incallito dopo tanti proclami di fedeltà fiorentina, a Firenze oltre che al club.

Che roba,  questi calciatori, venderebbero la madre ai beduini per denaro. Ma se è un problema di dobloni, vi giro la domanda: i calciatori fanno tutto per soldi, e sta bene. Ma gli altri? Perché, la proprietà, le proprietà, i direttori sportivi, i tecnici e insomma tutte le categorie, giornalisti compresi,  (pur con le debite eccezioni, ma sempre più rare) per che altro lo fanno se non per denaro? E allora calma, e ragioniamo.

Non è il momento di perdere Mutu, ed è invece il momento di azzeccare un bel terno sulla ruota di Firenze e della Champions alle porte: se Della Valle scende da cavallo e comunica urbi e orbi che Mutu non si vende, recupera tutto, abbonamenti, passione e logica. Dice ancora qualcuno: non la logica immediata di mercato. Può essere. Ma dipende appunto dai momenti, dai modi, dall’aire come dicono gli spagnoli. E sono certo che il nostro Zapatero (alla lettera, per chi è un re delle scarpe) marchigiano ci sorprenderà in positivo ancora una volta.

Pubblicato il 24/7/2008 alle 16.49 nella rubrica Bastian contrario.

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