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Eppur si muove…

EuroMalelingue
l'Unità, 27 giugno 2008


Tra i segnali positivi arrivati da questi Europei ormai in scadenza, dopo l’ottima riuscita degli stadi che paiono del tipo e della misura giusta per il calcio di questi anni, non più Maracanà ma neppure oratorio polisportivo, va segnalata la qualità media dello spettacolo e dell’agonismo del torneo. Questo non prima però di raccontare la mia personale commozione per il momento topico/epico/tecnico più alto di questi Europei.

Sto parlando naturalmente e con gratitudine nei confronti del satellite dell’interruzione tv del collegamento internazionale per Germania-Turchia, naturalmente anche in occasione del secondo gol tedesco, che non abbiamo potuto ascoltare neppure alla radio come in altri momenti, senza video, perché si stava cianciando inopinatamente in studio. Siamo tornati indietro, sembrava una specie di test per farci capire che non tutto è irreversibile, e il passato è dietro l’angolo.

Tornando al calcio, eppur si muove… Favoriti dal clima inizialmente adatto, nei primi gironi il livello è stato accettabile e sufficientemente incerto l’equilibrio tra le squadra. Poi, nel caldo torrido, la selezione dei quarti ha effettivamente conservato le formazioni migliori, nel rapporto qualità-prezzo, cioè tecnico-tattica ma anche spirito di combattimento. Vedere come è uscita la Turchia certamente allarga il cuore dispiaciuto del tifoso turco ma conquista lo spettatore e il telespettatore, che non hanno perso un’ora e mezza. Fosse uscita in questo modo l’Italia, ci sarebbe stato poco da dire. E’ anche una risposta a chi sostiene che per la maggior parte dei commentatori basta un rigore parato invece che segnato per cambiare il giudizio. Per quel poco che vale, vorrei chiarire e tranquillizzare: non è per tutti così, e quindi da tifoso turco e di Terim in particolare mi reputo sconfitto e soddisfatto. Hanno fatto il meglio con il poco che avevano, facendo ricorso all’animus, che non si compra al mercato. Ahimé. Capita l’antifona?

Pubblicato il 27/6/2008 alle 12.47 nella rubrica La legge del pallone.

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