EuroMalelinguel'Unità, 26 giugno 2008
Lasciamo da parte il merito del contratto di Donadoni, la penale/non penale, le condizioni dello stesso e insomma una vicenda da cui a questo punto esce assai meglio il Ct quasi ex che non la Federcalcio. E parliamo invece della giostra Nazionale, su cui tutti salgono per fare almeno un giro e di cui però alla fine nessuno descrive i contorni. Prima domanda: dopo simili Europei, e la storia(ccia) del Ct, non è questa un’occasione per chiedersi se funziona bene l’ambiente della Nazionale? Che fa Riva? Che fa Albertini? Quali sono i rapporti di forza tra i due e il presidente Abete e l’intiero Consiglio Federale? Chi comanda, chi obbedisce e perché? E per fare che? Che idea si ha della Nazionale negli anni che verranno? Non sarà il momento buono per una Rifondazione Azzurra? Ecc.ecc. E ancora: che cosa è un Ct oggi? Un selezionatore? Un assemblatore? Un tecnico da campo e da partita, da bosco e da riviera? Un parafulmine e basta? Un suggerimento della politica, oppure della politica sportiva, o ancora degli sponsor? E un Ct significa soltanto un Ct, più un vice Ct e un allenatore dei portieri, oppure uno staff rabelesiano che cambia tutte le volte che cambia il Ct? In questo caso è un Ct oppure un’agenzia di collocamento per un gruppo di professionisti magari meritevoli? E quanto costa tutto ciò? E i valori sono quelli di mercato oppure no, dipendendo invece da altri fattori? Lo so, come sempre i «furbetti del quartierino Azzurro» preferiscono che si dibattano il nome del Ct, l’eventuale ritorno di Totti, le solite menate. E invece chiedersi se i risultati sul campo non siano anche la conseguenza dell’organizzazione federale, cioè di chi salta su e salta giù dalla giostra Nazionale, forse farebbe fare dei passi avanti. Se scommettessi su una risposta di qualcuno, puntando sul silenzio, vincerei una cifra... Anzi, non c’è quota, come sempre.