EuroMalelinguel'Unità, 25 giugno 2008C’è una differenza tra la questione Ct come si pone ora, e il fatto che da sempre discutere del timoniere della Nazionale sia quasi un “must” per il popolo italiano, calciofilo, calciomane, calciofobo. Ed è che mai come questa volta tutto si è svolto alla moviola: alla moviola i contrasti tra la Federcalcio uscita dai marosi di “Calciopoli” e dalla pulizia pasquale molto riduttiva del Commissario Guido Rossi. Alla moviola i postumi delle raccomandazioni del cotè milanista per Albertini/Donadoni/Casiraghi, con il primo che raggranellava potere e il secondo e il terzo che si impegnavano non senza successo pur con la spada di Damocle dei “raccomandati” sulla testa. Alla moviola il fatto che Abete, orfano di Carraro e di Lippi in mancanza di Franco provasse un’acuta nostalgia di Marcello, molto più tetragono ed esperto a coprire le falle del marinaio Donadoni di prima nomina. Alla moviola l’ammennicolo che l’unica vera arma per tenere alla briglia Donadoni fosse il contratto, brandito infatti dal presidente Abete come un’arma. Alla moviola nelle ultime settimane l’insicurezza che tutto ciò trasmetteva, al di là delle dichiarazioni ufficiali un po’ di tutti, dai burocrati al tecnico, dal tecnico ai giocatori e da loro forse perfino al cuoco dello spot con la Nutella, visto meno sicuro del solito… Si raccoglie ciò che si è seminato, il peccato di accidia consiste nel non fare il bene, versione complementare all’atteggiamento di chi invece fa il male. Almeno si risparmi a Donadoni (non potendo risparmiare sulla penale che gli spetta…) il ruolo di capro espiatorio: l’accidia riguarda tutti quello dell’elenco, finora, con una porzione congrua di stampa a fare da coro greco quasi sempre da burletta.