Malelinguel'Unità, 30 maggio 2008E’ successo qualcosa, perlomeno alla lingua. Quando ho sentito il Viceministro luce per le Comunicazioni chiamare anche lui l’emendamento in questione, che la maggioranza è stata costretta dal voto in aula a ritirare, ”provvedimento salva-Rete4”, come faceva da una settimana l’opposizione e questo giornale in particolare, mi sono detto: ecco, ci siamo. Mi riferivo non alla giustizia resa a “Europa 7”, non all’esecuzione delle sentenze in Italia e in Europa che liberano le frequenze di Rete4 inviandola sul satellite (mica è un crimine, è “solo” una misura di legge), e neppure alle prove generali di un’opposizione sana a un governo che vorremmo sano per il bene del Paese. No, queste sono quisquillie e pinzillacchere, alla Totò. In realtà ne facevo solo una questione linguistica. Ormai il provvedimento infilato surrettiziamente nel primo pacchetto del Berlusconi IV non è più un rammendo sulla situazione tv in Italia di fronte all’Europa, bensì ufficialmente un “salva-Rete4”, per tutti. Come i “salva-Previti”, i “lodi-Schifani”, i “salva-falsi-in-bilancio” ecc. E’ la chiarezza lessicale che trionfa e si ammutina contro le formule. E’ l’emendamento dell’emendamento. Siamo davvero sulla buona strada…