14 aprile 2008, in
Diario
Almeno niente lacrime sul “latte versato”
Malelinguelettorali
l'Unità, 15 aprile 2008
E’ andata come è andata, ma almeno ci venga risparmiato il pianto sul latte versato. Cose come “gli elettori non ci hanno capiti”, o il paese è “irrimediabilmente di destra” e altre amenità che ieri ci hanno perseguitato, nella lunga kermesse tv di commento agli exit poll e alle proiezioni tra sorrisi giornalistici e maniche di camicia. Quando una fetta di elettorato come quella che era della sinistra di Bertinotti e compagni diserta le urne o più probabilmente cambia destinatario del voto, non è possibile chiosare la faccenda come se la colpa fosse sempre degli elettori. Non si può rinfacciare a nessuno il voto se non è “comprato” né truccato, se si ha ancora un minimo di rispetto per la democrazia e i suoi rivoli d’espressione: ma a maggior ragione non si può rinfacciare a nessuno il non-voto. Eppure ieri ne ho sentiti a decine, segno evidente che si è renitenti a capire. Ne parlavano “come se” la situazione fosse normale, come se si trattasse come sempre di una recita in cui tutti fanno la loro parte. Questo è il dato più sconcertante, la mancanza del cosiddetto principio di realtà: in un Paese che si risveglia per la terza volta con Berlusconi accasato a Palazzo Chigi dal voto degli italiani mentre all’estero spernacchiano, il minimo è smettere di prendersela con gli altri. Non sarà che gli elettori invece che contestare la sinistra semplicemente contestano “questa” sinistra?