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Hanno proprio ragione i tifosi del Milan, Gattuso non basta… Una delle più belle pubblicità in circolazione da mesi in tv, negli spazi al cinema, nelle tv aereoportuali ecc, riguarda Rino Gattuso, perfetto e credibile eroe post-omerico e subgallianeo, che da testimonial alle bellezze della sua terra, la Calabria. Spot da bronzo di Riace in calzoncini girato con scene di massa zeffirelliane a Le Castella, vicino a Capo Rizzuto.

Peccato che di recente proprio nel villaggio IGV di Isola Capo Rizzuto acqua sporca, liquami e consimili abbiano fatto scappare 50 turisti con salmonella incorporata, molti dei quali stranieri, alcuni dei quali in Germania hanno pubblicamente esecrato quel volto della Calabria.
E avevano tutti visto il toccante spot di Gattuso. Domanda: viene prima la realtà o l’illustrazione della realtà? E per quanto tempo ancora, da Papi in giù scambieremo la seconda per la prima, naturalmente meglio se truccata a colpi di recite e cosmesi, in questo paese ormai finto e vero soprattutto in negativo (il positivo non venendo mai o quasi mai raccontato seriamente e non strumentalmente) ?

E’ vero, avete proprio ragione, Gattuso non basta….

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Sono Lorena Coletti, sorella di una delle vittime della strage della Umbria Olii di Campello sul Clitunno (Pg).
Il 25 novembre 2006, quattro uomini si alzarono e partirono per andare al lavoro, per guadagnarsi da vivere. Era di sabato, il lavoro lo avevano iniziato il martedì: dovevano installare delle passarelle sopra a dei silos.
In quei silos c'era un gas, il gas esano, un gas molto infiammabile, e questo poiché nessuno aveva fatto una bonifica di questi silos. Verso le 13 di quel maledetto giorno un'enorme esplosione avvenne.
Venni a sapere della notizia solamente la sera molto tardi. La moglie che aspettava il marito per il pranzo, non vedendolo tornare fece un giro di telefonate ai suoi colleghi, ma fu un vano tentativo, perchè non ottenne nessuna risposta. Fino a che, non telefonò alla moglie del datore di lavoro, che gli diede la notizia. Giuseppe Coletti, mio fratello, Maurizio Manili, datore di lavoro, Vladimir Thode e Tullio Mottini erano morti nell'espolsione. Unico sopravvissuto Claudio Demiri.
Il proprietario della Umbria Olii, fu indagato e rinviato a giudizio con l' accusa di omicidio colposo plurimo e violazione di norme per la sicurezza sul lavoro. Secondo l' accusa, Del Papa avrebbe dovuto avvertire i lavoratori della ditta Manili, della pericolosità delle sostanze contenute nei serbatoi, dove non era mai stata fatta la bonifica. Un'omissione che sarebbe, secondo i giudici e i periti dell'accusa, alla base dell'incidente causato dall'utilizzo di una fiamma ossidrica per
terminare i lavori sulla superficie metallica dei silos.
Il 24 novembre successivo, doveva iniziare il processo penale ma Giorgio Del Papa e la sua difesa hanno impugnato il tutto facendo ricorso in Cassazione contro il rinvio a giudizio.
Oggi apprendo la notizia dal mio avvocato che la Cassazione deciderà a ottobre sul ricorso di Del Papa. Ma per la seconda volta viene fatta alla mia famiglia un' altra richiesta di risarcimento, che era decaduta con l'annullamento della perizia tecnica, ma che ora Del Papa ripresenta a nome della Gestoil Srl, ex Umbria Olii.

Sono passati quasi tre anni e l' anno scorso c'è stata la prima richiesta: di oltre 35 milioni di euro. Ora mi chiedo, se anche quest'anno la cifra sarà sempre quella oppure, se hanno messo in conto anche gli interessi, visto il tempo che è passato. Sottolineo, che a mio fratello Giuseppe Coletti e' stata stroncata la vita, e a Giorgio Del Papa non è stato neanche dato un giorno di carcere e tanto meno gli arresti domiciliari.
Questa e' la giustizia Italiana!!!!! In tre anni mio fratello e' stato ucciso diverse volte, ora dico basta. Degli operai che partono la mattina per fare il loro dovere, per mantenere la famiglia e fare una vita onesta e dignitosa, non meritano di morire. Come non meritano che la loro dignità venga calpestata da assurde richieste di risarcimento, mandate da chi li ha uccisi . Non lo permetto!!!
Vorrei che Del Papa sapesse, che la vita di quattro persone vale molto più' di qualsiasi cifra che lui chieda. Ma il peggio di tutto è che è ancora libero e che lo Stato Italiano gli permette di fare queste cose.
Chiedo inoltre, di poter incontrare il Presidente della Repubblica per poter parlare personalmente con lui.
Intanto gli vorrei rivolgere questo appello:

Egregio Presidente della Repubblica, La invito, dopo tutte le parole spese chiedendo più sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, a non firmare assolutamente il Dlgs correttivo al Dlgs 81/08.
Se è coerente con le sue dichiarazioni, non può firmare un decreto che è un colpo fatale alla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro.

Io non mi arrenderò e non permetterò più che la memoria di mio fratello e delle altre vittime venga calpestata, sono esseri umani morti per lavorare, non per divertimento. Finchè avrò vita li difenderò; di sicuro non mi limiterò a fare fiaccolate, ma cercherò di fermare chi ancora una volta vuole calpestare i lavoratori di Italia. Basta prendersela con Giuseppe Coletti e le altre vittime della Umbria Olii.

Saluti
Lorena Coletti
Email: zialory68@hotmail.it

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da Articolo21
di Mimmo Candito (presidente della sezione italiana di Reporters sans Frontieres)

Il  Rapporto sulla libertà di stampa, che Reporter sans Frontières pubblica annualmente dopo un monitoraggio su 173 paesi, quest’anno ha ulteriormente penalizzato l’Italia, collocandola a un drammatico 44.mo posto. La motivazione si basa sulle difficoltà che impediscono ai giornalisti italiani di svolgere il proprio lavoro, per le minacce della criminalità organizzata, per il forte controllo del governo sul sistema dei mass-media, per i progetti di legge che tendono a limitare pesantemente l’esercizio di una completa informazione sull’attività giudiziaria. Il testo ufficiale della motivazione spiega come “tra un progetto di riforma liberticida e le minacce della mafia, la situazione della libertà di stampa in Italia preoccupa sempre più i vicini europei”. E poi precisa: “L’influenza delle organizzazioni mafiose sul settore dei media si rafforza e obbliga gran parte dei giornalisti alla prudenza.

Il ritorno di Silvio Berlusconi al potere pone nuovamente la questione dell’accentramento dei media audiovisivi e del loro controllo da parte del potere esecutivo, Le riforme legislative avviate riguardo alla limitazione della pubblicazione di atti processuali costituiscono un’evoluzione incompatibile con gli standard democratici dell’Unione Europea”.

E aggiunge, infine: “Situazione atipica all’interno dell’Ue, il presidente del Consiglio Berlusconi detiene di nuovo il controllo delle tre reti televisive pubbliche Rai, da una parte, e del principale gruppo televisivo privato Mediaset, dall’altra. Una predominanza che favorisce anche l’autocensura di una parte della professione”. Quest’ultimo è, forse, l’aspetto più drammatico del degrado del sistema informativo nel nostro paese: infatti, mentre per le altre condizioni di fatto su denunciate appare evidente il malfunzionamento, e un atto di denuncia di fronte all’opinione pubblica si rende agevolmente possibile, l’autocensura – che si qualifica nelle forme della omissione, o anche soltanto della attenuazione dei valori informativi, di una notizia – appare per sua natura meno evidente, e dunque una sua denuncia si fa più difficile, quando invece l’autocensura inquina e corrode drammaticamente dall’interno lo statuto di verità cui il giornalismo dovrebbe attenersi.

La condizione critica dell’informazione nel nostro paese è segnalata anche da un’altra autorevole struttura di monitoraggio dell’informazione, il Freedom House americano, che nel rapporto di quest’anno giudica con molta severità l’Italia: “Nonostante l’Europa Occidentale goda a tutt’oggi della più ampia libertà di Stampa, l’Italia viene retrocessa nella categoria dei paesi parzialmente liberi, dal momento che la libertà di parola viene limitata da nuove leggi, dai tribunali, dalle crescenti intimidazioni subite dai giornalisti da parte della criminalità organizzata e dei gruppi di estrema destra, e causa dell’eccessiva concentrazione della proprietà dei media”.
I due organismi internazionali – Reporters sans Frontières e Freedom House – sono considerati in tutto il mondo come strumenti di controllo autonomi da qualsiasi connotazione ideologica e indipendenti rispetto a ogni possibile identificazione politica. La loro autorevolezza non può essere messa in dubbio credibilmente, e dunque il giudizio severo che entrambi danno sulla deriva del sistema mediatico italiano pone alla società italiana il dovere di riflessioni amare e però urgenti. Senza una informazione libera, autenticamente pluralista, non è possibile formare una opinione pubblica consapevole; oggi, un processo più o meno sofisticato di manipolazione tende a sostituire con una rappresentazione adulterata della realtà quella corretta e problematica costruzione del consenso che nasce solo da una libera dialettica delle componenti d’una società. E l’Italia si trova così a essere l’unico paese dell’ Europa occidentale  che sia stato declassato nella categoria dei paesi semiliberi.


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Nel Paese che fa più uso al mondo di telefoni portatili nella proporzione percentuale con la popolazione (ma perché? E’ un fatto economico, logistico, psicologico, ecologico nel senso contrario, politico, insomma culturale, tutto questo insieme o che altro?), in questo Paese, a Roma, sere fa stavo parlando al cellulare in piedi, fuori da un locale. Un signore è uscito, mi ha dato una botta, mi ha fatto cadere l’apparecchietto a terra, dove si è decomposto, e ha tirato dritto senza aprir bocca.  ”Ma neanche si scusa?”, gli ho detto. Si è voltato solo per rispondere: ”E’ Lei che ha mosso il braccio”. Invece ovviamente fermo se reggeva il portatile.

Ancora: passo con il verde pieno e al semaforo vedendomi arrivare si immette da una traversa che aveva il rosso un vespone, il cui guidatore mi guarda anche, con intenzione. Al semaforo successivo, appaiati, gli chiedo: ”Ma Lei è passato con il rosso, se ne è accorto?”. Mi ha risposto secco “Embé?”, prima di sgassare via. Di più. All’incrocio tra Via XX Settembre e Via Quattro Fontane c’è quella meraviglia del San Carlino appunto alle Quattro Fontane, del Borromini. Quando facevo lo Zorro radiofonico riuscii a far spostare di dieci metri il semaforo all’indietro, perché macchine e moto non arrivassero proprio ad annerire la facciata borrominiana, ma si fermassero prima e quindi ripartissero prima. Ero al mio posto, mentre un motorino con due fanciulle ignorando il semaforo era piazzato dove il semaforo non c’era più, da qualche anno, poco più avanti, di fianco alla fontana secentesca. Rischiando l’accusa di molestie e l’infrazione stradale (era rosso per noi) le ho affiancate per chiedere lumi. Annerivano il Borromini. Perché? ”E chi è ‘sto Borromini?”, mi ha risposto una delle due astronaute (da casco) mentre indicavo la fontana.

Lo so, è impressionismo stradale, nel Paese dei Papi e di Papi e del suo gaio e irresponsabile cesaropriapismo (di cui politicamente pesano le menzogne più di ogni altra cosa). Lo so, arroganza e ignoranza potenziano l’assenza totale ormai di educazione. Roba vecchia. Ma mi colpisce lo stato progressivo di stupidità e rimbambimento del Paese nel suo complesso, come un virus imbarbarente, una meningite collettiva che non porterà ad altro se non al precipizio verso cui siamo rapidamente avviati, con o senza i consigli erotico-politici del premier.

Postilla Anticipata. Prima che qualcuno commenti la mia domanda iniziale definendomi un “negazionista telefonico portatile” e magari aprendo su ciò un prezioso dibattito, lo ammetto: temo i rischi di inquinamento ambientale e di conseguenze cancerogene dell’uso smodato dei telefonini. Sono all’antica, purtroppo


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Un mio amico mi aveva dato del "mago" quando ho fatto questa previsione, cioè che il decreto correttivo al Dlgs 81/08 sarebbe andato nel CdM di questa settimana.
Qui non si tratta di essere maghi oppure no, ho semplicemente trovato la notizia su un sito web del settore e l'ho riportata perchè la ritenevo molto attendibile.
Se anche i mezzi d'informazione ne avessero parlato, probabilmente il mio amico non mi avrebbe dato del "mago".
Il fatto è che, purtroppo. i mezzi d'informazione hanno detto poco o nulla su questo decreto correttivo, tranne che è stato approvato dal Cdm del 27 marzo 2009 e qualche modifica che riportava.
Ma vorrei ricordarlo bene, qui non si tratta di qualche modifica o qualche semplificazione, qui si tratta che vengono modificati 136 articoli su 306 del Dlgs 81, compresi gli allegati al testo unico per la sicurezza sul lavoro, anzi per essere precisi, un allegato viene soppresso, ed è l'allegato 3B.

Evidentemente i mezzi d'informazione hanno da parlare di cose più importanti, anche se non capisco quali, se non trovano un po' di spazio da dedicare a questa vergognosa controriforma che vuole fare il governo su una legge su cui si basa tutta la sicurezza sul lavoro ITALIANA.
Stranamente lo spazio per parlare di gossip, reality, calcio non accenna a diminuire, anzi in alcuni casi aumenta.
Perchè non si deve trovare un po' di spazio, per parlare dello smantellamento della legge sulla sicurezza sul lavoro?
Non fa audience?
Non credete che queste sono cose che i vostri lettori, i vostri ascoltatori vorrebbero sapere?
Ironia della sorte, se ne parlerà solo quando sarà tutto approvato e controfirmato dal Presidente della Repubblica, quando ormai non si potrà fare più niente.

C'è poco da fare, siamo italiani e sopportiamo tutto......

Fosse successo in Francia o in Germania, la gente sarebbe scesa in massa in piazza e avrebbe bloccato questa vergognosa controriforma della sicurezza sul lavoro.

E anche a parlare di questi temi, siamo sempre i soliti, sempre, tanto è che molti giornalisti, direttori di quotidiani e di Tg, si sentono male quando gli arrivano le nostre email e non ci rispondono manco più.
Ma possibile che di questo tema se ne debba parlare solo quando c'è una strage sul lavoro, tipo quando ne muoiono 3, 4, 5, 6, 7 nella solita azienda, mentre quando ne muoiono 3, 4 al giorno in aziende differenti, non dice niente nessuno?
Ma non sono sempre lavoratori?
O ci sono le morti sul lavoro di serie A e quelle di serie B?
Perchè è questo che sta accadendo.
O forse più semplicemente, perchè i riflettori sulle stragi sul lavoro si sono spenti da mesi e se ne parla solo se ci sono casi grossi?
Non c'è ancora la sensibilità giusta sulla sicurezza sul lavoro, è questa la vera realtà, né fra i lavoratori, né fra gli imprenditori, né tantomeno fra i mezzi di informazione.
Spero che almeno qualcuno risponderà a questo mio sfogo o avrà il coraggio di pubblicarlo.
Saluti.

Marco Bazzoni-Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, Operaio metalmeccanico-Firenze.
Email: bazzoni_m@tin.it

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Abbiamo la testa piena delle immagini del primo uomo (sarà vero?) sulla luna, del piede di Amstrong, di Aldrin, del “palo” Collins. E dello Stagno giovane. Per un giorno, due, tre, poi spariranno come un file archiviato in attesa del prossimo anniversario. Sembra il futuro, ed è il passato, un passato di 40 anni fa, rimugino simulando intelligenza tra me e me.
E poi mi domando: ma che altro futuro nel passato mi circonda e mi rende atrabiliare?

Vediamo:è futuro nel passato chi si candida come leader del Pd, un partito nato sulle ceneri delle intercettazioni telefoniche sulle scalate bancarie e sulla rimozione di Clementina Forleo come fosse un’ auto in mezzo alla strada (della politica)? E’ futuro Bersani con D’Alema a cassetta, è futuro Franceschini che aveva dichiarato di voler traghettare per alcuni mesi e ora intende far da Caronte professionista, è futuro Veltroni che intende occuparsi di droga, di cocaina connection, con lo stesso piglio che aveva quando voleva andarsene in Africa (a proposito, in Africa si smista la droga, forse riesce a fare le due cose…),ecc.?
Ed è futuro Berlusconi con le D’ Addario come categoria, una roba a metà tra il triclinio del basso impero romano e i Blues Brothers, che immagino in una vestaglia damascata di bugie?
E’ futuro la stampa che quasi tutto ignora e tutto strumentalizza e scolorisce così che si capisca sempre meno e soltanto a senso unico,ecc.? No, è passato, passato, passato.Che non passa.
Passiamo noi (sarà l’età…).

Postilla a questo post

A chi si meraviglia di un mio punto interrogativo sulla prima missione sulla Luna, chiarisco che non sono né un negazionista né (spero) un gonzo.La sparizione delle immagini originali pone oggettivamente delle domande condensate semplicemente nel mio punto interrogativo, in attesa di saperne di più, senza aderire a nulla neppure impressionisticamente.vCoinvolgere "voi di Antefatto", o "voi di Italiopoli" o "voi di Beha", insomma me stesso, in un derby prorompente tra negazionismo e non la dice chiarissima sullo stato di tifoseria calcistico-intellettuale del Paese. Meno reazioni e più azioni. Buona Luna a tutti.
o.b.

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Gentilissimo Beha,
mi chiamo Cristiano Tagliabue, sono di Milano, ho 35 anni, e sono un simpatizzante di "destra". Attenzione, non vorrei iniziare male schierandomi di qua o di là, tuttavia, non essendo un "intellettuale di professione", di quelli "stipendiati" come da lei indicati nel suo ultimo saggio, mi ritengo libero di dichiarare le mie simpatie, anche per non essere tacciato di anti-berlusconismo ipso iure, visto che "campo d'altro" (sono  un libero professionista del mondo della comunicazione). Per "destra" comunque NON intendo quella di Berlusconi, (nemmeno le altre esistenti nell'attuale panorama politico che non nomino nemmeno perché mi fanno "pena"), intendo la Destra di Giolitti, la Destra storica e nobile di "qualche anno fa"..

Sono assolutamente convinto che le Sue tesi sulla scomparsa dell'attuale classe intellettuale siano fondate e le ragioni di questa mia missiva a Lei indirizzata sono due quesiti ai quali non riesco a
trovare risposta, penso che I NUOVI MOSTRI stiano intrappolando anche me, ma non ce la faranno...
Innanzitutto, e parlo di me, si può essere di "destra" e non condividere più o meno nulla di quello che fa o che ha fatto il nostro Presidente del Consiglio? E' molto difficile.. Vede io ho studiato al
Liceo, sono laureato in Legge, non credo di essere un Genio, tuttavia, visto ciò che fa Berlusconi, come si fa a "sputare" quotidianamente su Montesqieu senza che nessuno lo faccia presente? Ah si perché gli intellettuali sono "narcotizzati" come dice lei, ed è vero... Il secondo punto è questo:
ci troviamo in una totale "atrofia" del pensiero comune. E non sto parlando di un "Nobile" nichilismo, che se fosse, almeno avrebbe qualche radice storica piu o meno condivisibile. Qui è peggio: il "teleimbonitore", attraverso i suoi "picchiatori mediatici" (lacché vari, addetti stampa, ministri, giornalisti, parlamentari, programmi tv di pessima qualita, le "vere camicie nere del Verbo") ha distrutto completamente il pensiero comune, inteso anche come CAPACITA' CRITICA.
Ho fatto io delle prove "su strada": mi diverto a parlare della recente vicenda chiamata allegramente "sputtanopoli", tanto divertente se non ci fosse di mezzo un capo di Governo (o forse piu di uno chi lo sa..). In queste mie elucubrazioni con amici e parenti, gente di varie eta (dai 20 ai 70 anni) la reazione è questa: la maggior parte sostiene "non è possibile che sia accaduto" essendo narcotizzata dalle tv di Berlusconi.
Altri, "antiberlusconiani", sono i "comunisti"?? A parte che il primo che si è dichiarato anti-comunista (e non ante litteram)  è un "simpatico signore" che si chiama Adolf Hitler e che con quella scusa sappiamo, nella sua follia cosa ha combinato (per quanto il nazismo fosse nazional
"socialista") e sappiamo che fine ha fatto..

Ora mi domando, e concludo: si puo non condividere nulla di quello che sta facendo Berlusconi e non essere "comunisti"?? E' cosi difficile essere liberi ed analizzare con capacità critica i fatti di oggi come invece fanno piu candidamente i giornali all'estero? O si vuol credere alla "panzana mediatica" che Franceschini o chi per lui, al fine di "scatenare contro" Berlusconi la stampa estera, ogni  mattina chiami il FTIMES o EL PAIS o chissà chi.. Per aizzarli contro il nostro "Premier".. Ecco, sono stati capaci di sostenere anche quello.. Il primo a ridere (persona intelligente) è stato lo stesso Franceschini, ma io dico come fa un'informazione "obiettiva" a far intendere questo?
Non so resistere alla tentazione di immaginare questo dialogo:

D: Hello? I am Dario Franceschini, from Ferrara, Italia.. ITALY!! Is the'Finansial taime spiching'?

R: Yes sir that's FT here. How can we help you?

D: uell, ue nidd det u stop Berlusconi..

R: Berlusconi who? Silvio?? Oh well no Silvio, no party..

E qui appendono il telefono..

Molto Cordialmente,
Cristiano Tagliabue

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immagine di Pico di TrapaniDovremmo ringraziare comunque Beppe Grillo, qualunque opinione si abbia su di lui, per la trovata della richiesta di partecipazione alle primarie del PD. Naturalmente e prevedibilmente bocciata. Proprio per quello che dice il modo e il nocciolo di tale bocciatura.
La risposta e le motivazioni in punta di regolamento interno fanno pensare infatti alla indimenticabile scena de “Gli intoccabili”, di quando Al Capone/De Niro ripete al poliziotto che lo arresta “Sei solo chiacchiere e distintivo, chiacchiere e distintivo”.
Il punto non è chi sia Al Capone tra Grillo e Bersani, o Franceschini, o il vertice del PD, bensì quelle “chiacchiere e distintivo” adoperate contro Grillo e a questo punto contro chiunque. Certamente anche contro di me, per esempio, che scrivo questa nota, se intendessi candidarmi alle primarie.

La risposta a Grillo, nella forma e quindi nella sostanza, ci sta dicendo con chiarezza ciò che temo in molti pensiamo. “Non vogliamo mollare, siamo qui da troppo tempo per non attendere da posizioni di potere il crollo di Berlusconi o anche solo convivere con lui e i suoi come azionisti di minoranza, senza fastidi di qualunque sorta da parte della società civile o incivile che sia, della Serracchiani, di Marino, di Grillo, della base sempre più ristretta di militanti/tesserati/ elettori.
Sì, in realtà sappiamo bene che l’Azienda Italia, il sistema-paese del cui Consiglio di Amministrazione facciamo parte in differenti posizioni ormai da una generazione, è un’Azienda in bancarotta. Ma meglio essere nel CdA comunque, con tutti i privilegi che ne derivano, che lottare per la vita e la vita del Paese come fanno quasi tutti gli altri. Quindi non molleremo, né creeremo le condizioni per un ricambio del vertice se non in qualità di prestanome nostri.
In fondo ce lo siamo meritato, veniamo da lontano, abbiamo letto Gramsci, abbiamo lottato e poi oggi rivalutato Craxi ecc. Altro che Grillo! Firmato: il vertice del PD”.

Chiacchiere e distintivo
, mentre il livello della palude sale.
(immagine di Pico di Trapani)

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Gentile Beha,
è passato qualche giorno, ma trovo utile mostrare a un osservatore della realtà politica italiana quanto segue: allego quanto pochi giorni fa (il 6 luglio, in un momento di stanchezza probabilmente), ho scritto alla mail di Dario Franceschini e alla mail "pdnetwork", trovate sul sito del Partito Demoratico.

Per capire la mia stanchezza, basta vedere il blog di Ravenna Viva: http://www.fotoaeree.com e andare a ritroso di qualche giorno. Basta vedere le foto, i video, leggere cosa stanno combinando i democratici nella città in cui sono nato fra immotivati crateri in centro storico da 500mila euro a botta (mentre la Sovrintendenza guarda da un altra parte) e zooparco accanto a Mirabilandia. "Gorilla nella nebbia" pensavo fosse solo il titolo di un film... mi sbagliavo.
Per quei signori, determinate scelte sarebbero lo "sviluppo".

Guardi la risposta "prestampata", che hanno avuto la gentilezza di mandarmi da "pdnetwork".. Avrei preferito non ricevere risposta, piuttosto; in effetti, in quello che gli avevo scritto mettevo le mani avanti: "...Ci tenevo a dirvelo anche se non ve ne importa nulla". Ho avuto conferma che davvero non gliene importa nulla.

(E non c'è Grillo in grado di risolvere la situazione se la base - esiste ancora la base? - continuerà ad accettare di essere rappresentata dalla classe dirigente attuale).

Cordiali saluti,
R. Pirani

Re: ...completamente perso di vista...
Ricevuto il: 06/07/09 17:33
da: pdnetwork@partitodemocratico.it

Salve,
grazie per averci inviato le sue riflessioni e le sue proposte.
saluti
la redazione

On Mon, 6 Jul 2009 13:51:41 +0200,  wrote

Egregi riceventi,
la ragione per la quale vi scrivo, anche se non vi interessa, è per dirvi che a mio parere (opinabile finchè volete, per carità) questa classe dirigente dovrebbe avere il cuore e l'intelligenza di farsi da parte. In blocco.
A causa del mio mestiere sono entrato in contatto con persone e Sindaci che del PD fanno parte. Persone di cui essere orgogliosi, a prescindere di come la si pensi politicamente.
Se fossi nei panni dei VeltroniBassolinoD'AlemaRutelliBersaniFinocchiaroViolanteProdiFassino...
fino a FranceschiniLettaMarrazzo (i più giovani, si fa per dire) ringrazierei il cielo di poter contare su persone preparate e in grado di portare risultati di ottima amministrazione del territorio (INSIEME ai propri cittadini). Mi riferisco a Sindaci come Del Ghingaro, Fioretti, Puppato.

Ma non è un fatto di età, o non solo.
Si può anche essere “inutilmente giovani”, e non avere una idea che sia una che porti benessere collettivo: essere ai vertici di una città semplicemente perchè si è stati fedeli alla linea... Quando vi si sente parlare, Signori, i vostri discorsi sono "più riformismo" o " serve un Partito riformista".
Alcuni di voi, come Bersani, hanno una idea di energia che è rimasta al carbone. Quando si parlerà una volta in casa vostra di contenuti? Quando avrete l'umiltà di fare una proposta seria per questo povero Paese?

Solo una classe dirigente che ha completamente perso di vista l'interesse collettivo può continuare a litigare su chi deve guidare il partito mentre il Paese intero corre verso un burrone; potendo poi contare su persone come DelGhingaro, Fioretti, Puppato è da veri irresponsabili.
Dovreste lasciargli spazio.

Ci tenevo a dirvelo anche se non ve ne importa nulla.
In fondo, se movimenti come PBC sono nati è per merito vostro (sempre si fa per dire). Sono nati perché il governo Prodi non rispondeva alle interpellanze parlamentari, ma regalava il segreto di stato sull’energia, sul G8, la base di Vicenza, più spese militari, proseguiva la truffa del cip6 etc etc.

In ogni caso, se avete cuore, fatevi da parte e lasciate che persone preparate possano portare i contenuti nella politica nazionale: a livello locale l’hanno già fatto. A Capannori, a Montebelluna, a Monsano, la lotta agli sprechi e le buone pratiche permettono ai cittadini di vivere meglio.
...
Spero possiate ricominciare daccapo pure voi.
E' un augurio.

Cordiali saluti, R. Pirani


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In Italia, una politica "vecchia" e autoritaria vuole impedire la libertà d'informazione attraverso giornali, siti internet e blog. Con leggi ad personam come il DDL Alfano che sono un attacco alla democrazia.
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