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comodamente
Nell'ambito del festival "Comodamente" di VIttorio Veneto (Tv)

Venerdì 3 settembre, ore 21
Incontro con Oliviero Beha: "Un calcio nel vuoto"

Per parafrasare Metternich “l’Italia è un’espressione calcistica” ed il calcio è forse proprio lo specchio più fedele del Bel Paese, poiché non mancano rivalità tra opposte tifoserie, pestaggi, contestazioni all’arbitro, eterne discussioni sul fuorigioco.
Se a sentire i ben informati – o le solite Cassandre? –  l’Italia è un paese nel pallone, con un’economia che fa fatica a crescere, la classe dirigente più vecchia del mondo, una diffusa ignoranza, una criminalità organizzata pervasiva, è vero anche che siamo una nazione con l’abilità di salvarsi in zona Cesarini, contro ogni pronostico.
Ma ce la faremo a vincere la partita con il nostro futuro o saremo eliminati già ai preliminari tra le lacrime?

www.comodamente.it






  




 
Nell'ambito della XX edizione Moby-Cult, Oliviero Beha presenta il suo ultimo libro "Dopo di Lui il diluvio"

Rimini, martedì 24 agosto, ore 21.30
C/o tendostruttura di piazzale Boscovich

“Noi fummo i Gattopardi, i Leoni, quelli che ci sostituiranno saranno gli sciacalletti, le iene; e tutti quanti gattopardi, sciacalli e pecore, continueremo a crederci il sale della terra…” scriveva Giuseppe Tomasi di Lampedusa, e dalla parafrasi dell’immortale Gattopardo, nella quale gli “sciacalli” sono coloro che ridono al telefono del terremoto dell’Aquila, parte Oliviero Beha per una ricognizione tra le macerie materiali e immateriali del Paese.
A cinque anni dall’uscita del suo pamphlet crescete & prostituitevi, preso alla lettera fino in fondo dalla classe dirigente di ieri e di oggi, l’autore si domanda che cosa succederà quando sarà finita la stagione di Berlusconi, se davvero “dopo di Lui” ci sarà “il diluvio”. 

Dopo di Lui il diluvio
Weimar, Italia
di Oliviero Beha
Collana Reverse
Pagine 256 - euro 14,00 
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La scheda del libro
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La politica vive nell’aspettativa febbrile che da un momento all’altro si chiuda la stagione berlusconiana della Seconda Repubblica. Sì? E come? E a favore di cosa? Come sarà la Terza Repubblica?

Domenica 22 agosto, Cortina d'Ampezzo, c/o Audi Palace, ore 16.30

Nell'ambito di Cortina Incontra, dibattito con Oliviero Beha, autore de “Dopo di lui il diluvio” (Chiarelettere), Andrea Cangini, giornalista Quotidiano Nazionale, autore con Francesco Cossiga de “Fotti il potere” (Aliberti) Giovanni Valentini, editorialista La Repubblica, Paolo Cirino Pomicino, alias Geronimo, editorialista Libero, Alessandro Sallusti, condirettore Il Giornale. Conduce: Enrico Cisnetto, “Cortina InConTra”, presidente Società Aperta | Info: www.cortinaincontra.it


Dopo di Lui il diluvio
Weimar, Italia
di Oliviero Beha
Collana Reverse
Pagine 256 - euro 14,00 
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di Lieta Zanatta, Il Gazzettino Illustrato, 8 agosto 2010

«Sono il più noto clandestino d’Italia». Caustico e irriverente contro potenti e prepotenti – ovvio – con cui è arrabbiato forse più del solito, ma con tanta voglia di indignazione che comunica a pelle con la sua verve brillante e incisiva, Oliviero Beha, noto giornalista, scrittore, conduttore radiofonico e televisivo, rientra da un periodo di esilio da radio e tv, dando alle stampe la sua ultima fatica: Dopo di lui il diluvio. Nel paese del televoto, Weimar, Italia (Ed. Chiarelettere). Un seguito ideale a: Crescete & prostituitevi (Bur) del 2005, ovvero In una repubblica fondata sul denaro, l’Italia di Berlusconi e di una sinistra in riparazione manda ai giovani un pessimo messaggio, un «tratterello», come lo definisce lui stesso, dove parla di un “berlusconismo” che non è solo di destra, ma un modello che si è radicalizzato anche a sinistra. Ora si chiede cosa succederà quando quest’era segnata dal Cavaliere tramonterà, lasciando, forse, “dopo di lui il diluvio” provocato dalla mancanza di un ricambio politico e generazionale. Un effetto che però Beha dà tutt’altro che scontato criticandone le cause, ovvero l’indifferenza di un intero Paese che non vuole partecipare alla politica, rinunciando così al proprio destino.

Oliviero, ma davvero, come asserisce nel suo libro, noi italiani siamo messi così male?
Questo nostro Paese fa passi indietro da troppo tempo. Cominciamo con il parlarne dal terreno che ci coinvolge tutti culturalmente: la scuola. È stata sempre contestata, ma fino a una generazione e mezzo fa ha dato come minimo nessun svantaggio, e come massimo dei buoni risultati, nonostante sulla scuola non siano stati fatti investimenti, né da governi di destra né da quelli di sinistra.

Una generazione e mezzo fa?
Sì. È da tempo che la scuola è ormai a pezzi; resiste chi ha dignità professionale da comunicare agli studenti. E questo è esattamente il contrario di ciò che è “bene pubblico”. Questo “buco” è un baratro culturale, con un ritorno all’analfabetismo che ha cancellato la parola e il suo significato. È la televisione con il suo linguaggio che svuota le parole. Un “vuoto” culturale che adesso è anche economico e pure politico.

Cosa intende dire quando parla di “vuoto” politico?
Che quella che sta accadendo non è politica, ma guerra fra bande. È raro trovare chi abbia un messaggio politico da dare; quelle che vediamo sono bande di affari. E il risultato lo abbiamo sotto gli occhi. Invece la vita delle persone ha bisogno di legalità, che è una necessità. Se il rapporto tra cittadino e Stato è scadente, non sono le leggi a definirlo. Bisogna reinvestire su noi stessi, sugli sguardi: la gente non si guarda più negli occhi.

Quindi, in sostanza, la responsabilità di questo “vuoto” sociale, è di noi cittadini?
C’è una chiamata in correo per tutti, esiste una responsabilità trasversale, sin da quando Indro Montanelli scrisse quel famoso articolo di andare al seggio “turandoci il naso” per votare il meno peggio. Io sono stufo di votare il meno peggio.
Soffriamo di mancanza di politica, perché pensiamo che questa che abbiamo sia politica. Ma questi trafficano i loro affari! La Politica è finita con i partiti di una volta. Non erano il massimo, ma si poteva discutere. Nella politica attuale, non c’è democrazia, interna o esterna.

E l’opposizione?
La sinistra è solo convenzione, non ha niente di sinistra. Io ritengo che sia possibile essere di destra o di sinistra, ma non ci sono più né programmi né persone. Questi politici sono degli ogm, organismi geneticamente modificati, hanno un’altra faccia, il potere li ha trasformati. Una debàcle come oggi non l’ho mai vista e vissuta.

E gli italiani, che fanno?
Il problema è proprio questo: gli italiani sono addormentati. Manca un’opinione pubblica. Gli italiani non partecipano alla politica, fanno il tifo, come per il calcio. Il massimo della rivoluzione, in questo Paese, è stato fatto dagli orchestrali di Sanremo quando hanno stracciato gli spartiti perché non erano d’accordo con il televoto. Non bisognerebbe fare, come invoca qualcuno, un giornale “contro” Berlusconi, ma “contro” l’Italia.

Abbiamo pur sempre il voto per cambiare qualcosa...
Nel libro c’è un capitolo in cui racconto, cronaca politica dal basso, come vengono gestiti i voti. Sono preziosi quelli di un poliziotto, di un vigile urbano, di un bidello, di un posteggiatore, perché ne portano altri. C’è un accaparramento di voti, a destra come a sinistra. Nel libro parlo e trascrivo i brani di intercettazioni, quelle fatte sul famoso “lettone di Putin”, che nessun giornale ha mai pubblicato o ha avuto il coraggio di pubblicare. Per capire a che livello è arrivata la politica.

Dobbiamo chiedere più dignità alla politica?
Io pretendo, per i miei figli, per questo Paese che sta scivolando su di un piano inclinato, che la politica torni politica. È legittima una buona destra e una buona sinistra che discutano con dignità. E invece stiamo assistendo a una pessima piéce. Oggi questa classe politica è impresentabile.

Ma è stata sempre così?
La mia generazione, bene o male, certe cose le ha fatte. Ma se con questo “vuoto”, ai nostri giovani e alle generazioni successive non consegnamo un Paese decente, i nostri nipoti se la prenderanno con noi. La cultura è memoria, ma è anche “senso” del futuro. La classe dirigente non sta seminando cultura, mentre nel Nord Italia le tre mafie, mafia, ‘ndrangheta e camorra, si stanno infiltrando. E succede perché i “padrini”, i loro figli, li stanno facendo studiare, meglio di Tronchetti Provera!

Cosa possiamo fare, secondo lei?
Io non ho nessun potere: io ho il coraggio intellettuale di non chiudere gli occhi. Sono uno che pensa che la dignità della persona sia al centro della persona stessa.
Sembra laico, ma il concetto è di una religiosità trascendentale: il valore della vita va rispettato a cominciare da sé stessi. Ora è sotto il tacco, è un valore che si compra con poco.

Perché negli ultimi anni la si è sentita così poco in radio e tv, nonostante i successi di trasmissioni come Radio Zorro?
Io vengo da 15 anni di chiusura totale dalla Tivù. Quando sento Dandini o Santoro che parlano di censura, dico che non sanno cosa sia. Mi hanno censurato prima alla tv, e poi alla radio. Per anni. Ma ci sono stati i miei libri, e adesso con Internet ci sono altre possibilità. Sono stato censurato perché estraneo al sistema: sono temuto per questo. Conosco il meccanismo, scorgo e osservo ciò che fa il potere, ma ne resto fuori.

Un giornalista dalla schiena dritta, insomma...
A guardare la stampa, da diversi anni è una stampa a metà, padronale. Non c’è indipendenza intellettuale. Non è che io pensi di essere chissà chi, ma non ho mai abbassato la testa, e mi auguro che i miei figli possano imparare questa cosa. Io mi immagino questo Paese allegro. Adesso questo Paese è cupo. Io non sono pessimista, ma se le cose le racconto è perché le voglio cambiare.


dopo di lui il diluvioDopo di Lui il diluvio
Weimar, Italia
di Oliviero Beha
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Nell'ambito di Piancavallo estate 2010


Incontro con Oliviero Beha

Lunedì 9 agosto 2010, ore 18.30
c/o sala convegni, Piancavallo, Aviano (PN)

Ingresso libero. A seguire aperitivo con l'autore.
Info 0434655191


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Il video della presentazione di Dopo di lui il diluvio e Eros Terminal
a Riomaggiore (3 agosto 2010).  



(Video da:
press.parconazionale5terre.it)


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Martedì 3 agosto, ore 18 al Castello di Riomaggiore (SP), Oliviero Beha presenta i suoi ultimi lavori: "Dopo di lui il diluvio. Nel paese del televoto" ed Eros Terminal, il sesso, l'età il potere.

Dopo di lui il diluvio
“Noi fummo i Gattopardi, i Leoni, quelli che ci sostituiranno saranno gli sciacalletti, le iene; e tutti quanti gattopardi, sciacalli e pecore, continueremo a crederci il sale della terra…” scriveva Giuseppe Tomasi di Lampedusa, e dalla parafrasi dell’immortale GATTOPARDO, nella quale gli “sciacalli” sono coloro che ridono al telefono del terremoto dell’Aquila, parte Oliviero Beha per una ricognizione tra le macerie materiali e immateriali del Paese.

A cinque anni dall’uscita del suo pamphlet CRESCETE & PROSTITUITEVI, preso alla lettera fino in fondo dalla classe dirigente di ieri e di oggi, l’autore si domanda che cosa succederà quando sarà finita la stagione di Berlusconi, se davvero “dopo di Lui” ci sarà “il diluvio”. Perché Berlusconi è il prototipo di quel “berlusconismo” che ha attecchito a destra e a sinistra. Per arrivare a concludere che non siamo più una “democrazia”, che tira aria da “Weimar” sia pure “all’amatriciana”, che ogni giorno che passa è peggio e il risveglio del Paese si allontana. Ma non è detto, ci sono albori all’orizzonte…

Dopo di Lui il diluvio
Weimar, Italia
di Oliviero Beha
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ponza d autoreNell'ambito della II rassegna letteraria Ponza d'Autore 2010, Oliviero Beha partecipa agli incontri:

Venerdì 23 luglio, ore 22
"Il conflitto d'interesse all'italiana, oltre Berlusconi". Intervengono Sergio Rizzo e David Parenzo; modera Piero Vigorelli.

Sabato 24 luglio ore 22
"Il pallone bucato, scudetti venduti e mondiali aggiustati. Interviene Luciano Moggi; modera Fabrizio Biasin.

C/o giardini dell'Hotel Santa Domitilla, via panoramica Tre venti - ore 22.00.

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Oliviero Beha presenta il suo ultimo libro "Dopo di Lui il diluvio" 

Montesilvano Colle (PE), 14 luglio, ore 21
Nell'ambito della III edizione della Settimana della cultura
C/o piazza Galli. Scarica la locandina
 
Rieti, 15 luglio, ore 21.30
C/o libreria Moderna, via Garibaldi 272

Roma, 19 luglio, ore 21
Intervengono Antonio Padellaro e Stefano Rodotà.
C/o Caffè letterario, via Ostiense 95.





Dopo di Lui il diluvio
Weimar, Italia
di Oliviero Beha
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Nell'ambito di "Le Serate dell'Ambasciatori": conversazioni e letture d'autore:

Venerdì 9 luglio, Bologna, ore 21.30

Oliviero Beha presenta il suo ultimo libro "Dopo di Lui il diluvio" (Ed. Chiarelettere) in un dialogo con l'autore Olivio Romanini.

A cinque anni dall’uscita del suo pamphlet “Crescete & prostituitevi”, preso alla lettera fino in fondo dalla classe dirigente di ieri e di oggi, Beha si domanda che cosa succederà quando sarà finita la stagione di Berlusconi, se davvero “dopo di Lui” ci sarà “il diluvio”. 

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DOPO DI LUI IL DILUVIO


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