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Non è stata una domenica maledetta (escludendo ogni riferimento personale trattato a latere che pure a che fare con il tifo –politico- e con le tessere…) se si pensa alla preoccupazione con cui questo campionato “spezzatino” cominciava. La tessera del tifoso è diventata una specie di questione nazionale, dal punto di vista dell’ordine pubblico, dell’animus del tifoso, dell’idea di calcio che si ha in questo Paese ecc. Ieri mattina ascoltavo a “Radio 24” il sottosegretario Mantovano che la difendeva a spada tratta: qualcosa bisognava pur fare, di fronte al teppismo dilagante, nevvero?
Anche perché, spiegava l’istituzionale di governo, il Parlamento non legifera in proporzione alla gravità della situazione e i giudici (pardon, il “piano giurisprudenziale”…) non funzionano come dovrebbero. Quindi viva la tessera, e le banche per le quali passare per ottenerla.
Tutto bene, per carità: gli ultras ne fanno spesso di tutti i colori e sembrano operare al meglio per giustificare Maroni e le tessere aggredendolo come in un film western.Terrorismo contro sicurezza sub specie calcistica,nessuna novità…Il punto, come ho ricordato in radio a Mantovano è che :
1) Dunque la tessera del tifoso, sconosciuta agli altri Paesi europei perlomeno in questa forma schedatoria, dovrebbe mettere una toppa al potere legislativo e a quello giudiziario? Fischia!, se siamo messi così.
2) Il modo in cui se ne parla dimentica completamente la natura emotiva del tifo-che è il suo bello e purtroppo spesso il suo brutto- per trattare lo stadio da banca e il tifoso da cliente. C’è un marchiano errore o un “falso ideologico” alla radice di questo “equivoco”. Che in quanto tale, ovviamente non risolverà il problema.
3) A proposito dell’efficienza delle misure e della tessera, Mantovano ha radiofonicamente abbozzato quando gli ho domandato: e se un ultrà va in tribuna e fa un casino, giacché le tessere sono roba da curve? E ancora: visti ritardi e inadempienze dei club, troppo occupati nelle loro bancarotte e/o nelle loro campagne di calcio-mercato, la prima giornata prevedeva come sufficiente la sola richiesta da parte del tifoso della tessera succitata e non il suo conseguimento, appunto per la fretta (eppure se ne parla da un anno). Ma la richiesta non era stata pensata per essere accettata, se l’individuo era a posto,o rifiutata, se trattavasi di un teppista mascherato da civile con mille Daspo alle spalle? Dunque può essere tranquillamente entrato uno che ha richiesto una tessera che non gli dovrebbe essere concessa ?Non siamo al ludibrio della ragione, mentre la politica sportiva e la politica tout court spacciano l’iniziativa come un toccasana invece che pensare a rifondare un settore in crisi politicissima, economica, culturale e pedagogica (sforna bambini “a rischio” per colpa dei padri)?
4) Ma non sono la maggioranza i tifosi “normali”? E non hanno diritto a non essere “schedati”? Davvero in vent’anni di nequizie la tessera del tifoso per di più in questo modo era il meglio che venisse in mente?
5) La tessera, lo dice il tifoso stesso, serve per lo stadio. Non va confusa con la “card” per il calcio in tv a pagamento, quella è la tessera del consumatore televisivo…Ma lo stadio è vecchio per costituzione, in Italia, lo dicono gli stessi che li hanno fatti costruire così 20 anni fa per i Mondiali del ’90: dunque, rifacciamoli o costruiamone di nuovi. Perché? Per far star meglio il tifoso con la tessera e con la famigliola, oppure per far star meglio i costruttori con la tessera della lobby del calcio o gli amministratori pubblici  con la loro tessera sì, ma di partito? Magari per una bella insalatona russa del piano regolatore, spesso nel silenzio di una stampa che tra la tessera del partito e quella dello stadio resta sempre incerta, come l’asino di Buridano, per poi incamerarle entrambe e sopravvivere alla grande alla faccia del summenzionato quadrupede?

Ho trascurato il campo: la Roma, che pure ha una buona squadra. Forse non decolla in attesa di sapere se l’emiro di Abu Dabi al 5% di Unicredit se la compra trattando con Alemanno e Monsignor Bertone. Anche la Lazio è partita male, ma potrebbe avere quest’anno una squadra vera. La Juventus è un cantiere senza le condizioni elementari di sicurezza (in difesa). Vedremo tra un mese. L’Inter ha la spada di Damocle di non poter fare meglio dell’anno scorso,e quindi forse già ne soffre. Ripetersi è più difficile, si dice giustamente, ma qui dovrebbe rifare il “triplete” e non mi sembra aria. Il Milan è in piena campagna ma elettorale, e forse non ha finito con Ibra, il mostro dalle sette Giocate. Berlusconi, un miglio avanti a tutti, avrà fatto un focus e si sarà regolato di conseguenza dopo qualche anno di disimpegno. La Fiorentina “salva i bambini” sulle maglie e ciò è meritorio, mentre i Della Valle bros. non dormono la notte pensando a come far cassa, con giocatori, Cittadelle, negozi ecc. Se non rinsaviscono tra un po’ sulle maglie avranno “Save The Fiore”. Da un anno aspetto repliche alle domande che ho posto a Diego qui. Gliele riporrò, giacché non ha mantenuto la promessa di una “celere risposta”. Mihajlovic è un guerriero di campo, e farà bene, appena non subirà gol fantasma. E quindi siamo agli arbitri, come l’anno scorso, come sempre. Mi piacerebbe parlarne in tv, ma evidentemente non si può…

da Il Fatto Quotidiano, 31 agosto 2010

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Dopo lo sciopero della fame iniziato il 13 dicembre da Gaoussou Ouattarà, membro della Giunta dei Radicali italiani con altri 300 immigrati e proseguito da Shukri Said dal 1° gennaio sino al giorno 20, al termine del suo ricovero in clinica avvenuto il precedente 16 gennaio, e ancora attualmente proseguito, con adesione sino a 503 immigrati tra cui Kurosh Danesh, dirigente nazionale della CGIL e Piero Soldini, responsabile dell'immigrazione della CGIL.

Shukri Said, Segretaria e Portavoce dell'Associazione Migrare, lancia il suo 
APPELLO AL GOVERNO ITALIANO ED AL MINISTRO ROBERTO MARONI
 
- Chiediamo al Governo italiano ed al Ministro Roberto Maroni di rispettare il termine di venti giorni fissato nel Decreto Legislativo n. 286/1998 (Testo Unico dell'Immigrazione così come modificato ed integrato dalla Legge Bossi-Fini n. 189/2002) per il rilascio e il rinnovo dei permessi di soggiorno agli immigrati.

- Stigmatizziamo che, attualmente, siano necessari dai sette ai quindici mesi e che la procedura preveda che l'immigrato, nell'attesa, disponga solo di un cedolino che non ha le caratteristiche per essere univocamente riconosciuto come documento sostitutivo del permesso di soggiorno.

- Segnaliamo che il possesso di quel semplice cedolino è motivo di abusi contro gli immigrati che si vedono ridotti, di fatto, i pur limitati diritti di cui godono in Italia.

- Sollecitiamo affinché, da subito e come misura d'urgenza, venga modificata la procedura nel senso che l'immigrato possa disporre del permesso di soggiorno, anche durante il periodo del suo rinnovo, mediante l'apposizione di un timbro che ne attesti la validità oltre la scadenza legale e sino alla sua sostituzione con il documento nuovo.

- Invitiamo al più celere smaltimento dell'arretrato di circa un milione di pratiche attualmente nelle mani dello Stato.
 
Hanno già sottoscritto l'appello Oliviero Beha, Rossana Rossanda, Maura Cossutta, Jean Leonard Touadì, Pino Di Maula, Massimo Orsini, Furio Colombo, Antonio Padellaro, Massimo Bordin, Concita De Gregorio, Cesare Buquicchio, Dino Greco, Gian Antonio Stella e le testate Terra, Il Manifesto, Il Fatto Quotidiano, L'Unità, Radio Radicale, Liberazione.


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