Passaggio al LED: come massimizzare la resa?

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Le luci a LED sono prodotte dalla tecnologia Lighting Emmiting Diode, che funziona grazie a un diodo semiconduttore in grado di emettere fotoni. In particolare, il funzionamento di un LED consiste nel fatto che un elettrone, quando passa dalla banda di conduzione a quella di valenza, perde energia che si manifesta sotto forma di un fotone distaccato, con ampiezza, direzione e fase casuali.

Grazie a questa tecnologia, si possono ottenere numerosi vantaggi.

  • Risparmio energetico: l’efficienza energetica offerta dalle lampadine a LED può far risparmiare fino all’80-85% sulle bollette elettriche, perché il loro consumo è molto più basso di quelle classiche a incandescenza.
  • Emissione di calore: le lampadine a LED emanano una quantità molto inferiore rispetto a quelle alogene, il che è uno dei migliori motivi per scegliere l’illuminazione LED. Questo beneficio è direttamente proporzionale all’efficienza energetica sopra menzionata perché, durante il processo di trasformazione dell’energia elettrica, le perdite di energia sotto forma di calore si verificano in quantità inferiore rispetto alle lampadine tradizionali.
  • Durata: la vita di una lampadina a LED è notevolmente più lunga di una alogena, grazie alla natura stessa della tecnologia LED. Questi diodi, infatti, hanno una durata stimata di circa 45.000 ore, mentre le lampadine alogene hanno una vita utile stimata intorno alle 6.000 ore.

Quali fattori considerare per massimizzare la resa delle luci a LED?

Il tipo di connessione per la lampadina: uno degli svantaggi principali dell’acquisto e l’installazione dell’illuminazione a LED è che, molto spesso, non viene considerato il tipo di connettore della lampadina alla corrente elettrica. Poiché queste lampade sono alimentate da corrente continua (DC), i connettori elettrici, di solito, variano e ogni presa ha una designazione diversa. In Italia vengono usati i seguenti tipi di connettori:

  • E27: connettore filettato largo
  • E14: connettore filettato sottile
  • 3: connettore spaziato bi-pin (5,33 mm tra i due pin)
  • G9: connettore spaziato bi-pin (9 mm tra i due pin) per tensioni fino a 120 Volt
  • GU10: connettore di bloccaggio bi-pin con rotazione di 10 mm tra i due perni, per tensioni comprese tra 120 e 230 Volt
  • G13: connettore bi-pin per tubi fluorescenti T8 e T12, con spaziatura dei perni di 12,7 mm

Altre caratteristiche delle lampadine a LED

Temperatura della luce o tipo di luce: questo è il nome della classificazione delle lampadine in base al tipo di luce che possono emettere (luce calda o gialla, luce fredda o bianca). Questa differenza di temperatura della luce viene presa in considerazione per il tipo di stanza nella casa che si desidera illuminare, o nei diversi tipi di locali ed edifici.

Pertanto, una lampadina a 3000 K, che produce luce calda o giallastra, è ideale per illuminare ambienti come stanze e sale da pranzo o uffici. Una lampada a 4000K emette, invece, una luce più fredda di 3000 K ed è ideale per i magazzini o depositi.
Una luce con temperatura di 6000 K è bianca, paragonabile alla luce del giorno, e viene solitamente utilizzata in luoghi come bagni e cucine.
Infine, le lampada a 6500 K emette luce bianca paragonabile anche alla luce diurna, che è specificamente utilizzata in luoghi che richiedono un’illuminazione eccezionale come ospedali e fabbriche.

Potenza (Watt): la potenza di una lampadina si riferisce ai watt consumati dalla stessa quando viene accesa. Questa potenza è molto inferiore nelle lampadine a LED rispetto alle lampade a incandescenza, alogene o addirittura a risparmio energetico. Esistono delle tabelle specifiche che consentono di confrontare la potenza delle lampade a LED con quelle delle altre, che si consiglia di consultare prima di effettuare la scelta della lampadina appropriata.

Tabella delle equivalenze di potenza tra diversi tipi di lampadine

Il fattore di potenza (FP): questo fattore ha un grande impatto sulla qualità della lampadina e, con esso, è possibile misurare l’efficienza dell’apparecchio. La percentuale di energia utilizzata dalle lampadine a LED, nonché da altri dispositivi elettronici, è riconosciuta come FP, che è definito su una scala che va da 0 a 1 e rappresenta la percentuale di energia che viene effettivamente convertita in luce.

Pertanto, se un apparecchio ha un fattore di potenza di 0,6, ciò significa che solo il 60% dell’energia viene utilizzata per diventare luce, mentre il restante 40% viene sprecato. Ciò implica che più il fattore di potenza è vicino a 1, maggiore sarà l’uso di energia e maggiore sarà il risparmio energetico; di conseguenza, maggiore sarà il prezzo della lampada.

La luminosità o flusso luminoso (Lumen): questo flusso è la luce che il dispositivo genera e viene misurata in lumen (Lm). La convenzione generale è che maggiore è la potenza dell’apparecchio, maggiore è la luminosità. Ma, in realtà, questi possono anche essere fattori indipendenti, pertanto una lampada a bassa potenza può anche avere un flusso luminoso in Lumen maggiore di quello delle potenze più elevate e, grazie a ciò, offre un migliore utilizzo dell’energia.

Con questi dettagli, è più facile scegliere una lampada a LED, poiché è possibile avere un criterio ben preciso su quale apparecchio acquistare in base al budget disponibile e alla qualità che si desidera ottenere da esso. Va, inoltre, notato che l’illuminazione a LED è una tecnologia ancora in fase di sviluppo e che mira ad una maggiore efficienza nel risparmio energetico.

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