Non aspettatevi che partecipi al sondaggio, reale o metaforico che sia, sul
caso Morgan e sulla sua esclusione da Sanremo: non stiamo a prenderci per i fondelli. Qui abbiamo trapezisti sul baratro, e nel baratro c’è la società italiana (e non solo) strafatta di cocaina e altre droghe, sperimentate e in arrivo, e il punto sarebbe Marco Castoldi in arte e in parte Morgan? Ma via…ieri era
su tutte le prime pagine, come da tre giorni a questa parte, e alla radio e in tv commentavano in serata quello che lui e su di lui avevano appena detto in registrata a Porta a Porta, che ancora doveva andare in onda, su Rai Uno, presumo con picchi di share.
Tutto fa spettacolo, lo sappiamo bene, ma di trapezisti e di baratro bisogna parlare, credo, non davvero della carnevalata di Sanremo sempre più bisognosa di effetti speciali mediatici e di grandi rinculi pubblici per non lasciare indifferenti gli italiani.
Ex grandi consumatori di musica leggera, e oggi grandi consumatori di cocaina. Lo diceva Vespa, con dati temo per difetto: un milione e 400 mila italiani (terzi in Europa dopo Inghilterra e Spagna) tossicodipendenti, anche se in molti dicono che assumono cocaina “una volta ogni tanto”. Un dramma sociale, ormai, senza controllo anche se le leggi ci sono e sono dure e la polizia continua a sequestrare massicce quantità di cocaina, ecstasy e crack. Sembra la fatica di Sisifo, ed è la conseguenza di generazioni avviate per la china.
Non è questione ormai neppure di moralismo desueto. Personalmente addirittura non avrei affatto antipatia per Morgan, che anzi mi incuriosisce. Tra i
“nuovi mostri” che imperversano nella realtà mediatica e nei miei libri, credo che lui sia meno peggio - che so - della Ventura o del Vespa che lo ospitava per “spacciare liquore agli indiani”, come si diceva con i film western di una volta. Il problema non è se abbia dichiarato di prendere cocaina a “Max” per debolezza, protagonismo o furbizia mediatica, come cassa di risonanza un po’ per tutto e tutti. Cioè se ci fa (si fa) o ci è. Il problema gravissimo è il
baratro, e la mercificazione del problema stesso. Ormai non c’è più distinzione tra classi sociali nell’esercito dei consumatori, non si parla più dei manager o dei vip sportivi o artistici, o delle Grandi Figure Pubbliche del recente passato, paragonate ai rampolli alla Lapo Elkann cui in fatto di riservatezza il nonno dava molti punti. Qui c’è lo studente, il muratore, l’autista di autobus o di camion ecc.E in effetti la polizia stradale fa testo nel registrare incidenti a migliaia con guidatori in pasto all’alcool ma sempre di più anche e soprattutto alla cocaina.
Ci sono gli estremi per un’emergenza sociale in un sistema che ha smarrito
qualunque bussola regolata sui valori. Invece Morgan sembra far comodo per qualche giorno solo come un caso eclatante, da rimuovere poi con il Festival canoro, viene spacciato mediaticamente a noi come a lui spacciano la droga, per cui per la proprietà transitiva i trapezisti non sono più solo loro, i cocainomani e i loro agenti mediatici, ma anche noi che guardiamo in alto e in basso,verso i trapezi della comunicazione e il buco etico di una società che non ce la fa più ormai a far niente e ha bisogno di “aiutini” drogati. E in tv via con la grancassa.